Textus Originalis
« dissima fatica ad arrivare infino alla tua persona: « tanta era la moltitudine delle milizie, dei servi e « del tuo seguito che per poco non mi soffocò. Per« venuto infine al tuo castello, mi piovve addosso una « luce da abbagliarmi la vista; e appresentatomi a te « mentre sedevi sul trono, compresi tutta la tua gran« dezza, sì che mi sembrasti creatore, non creatura: « se tu mi avessi detto che eri per salire in cielo, io « ti avrei prestata fede e avrei tenuto come certis« simo il fatto. Ma questa volta qui non ho visto « nulla di somigliante; questa tua città è comparsa « agli occhi miei scura e tenebrosa: appresentatomi « a te nel castello, non ho trovato nell'aspetto tuo la « maestà che spiravi quel tale anno. Onde ho inferito « che allora [la sorte correa] favorevole (1) e adesso « non è così, anzi il rovescio (2) ». 'Al Mu^izz chinò il capo e tacque. L'ambasciatore s'accomiatò; il califo fu preso dalla febbre per l'aspro dolore [che gli cagionarono quelle parole]; l'infermità aggravossi e lo condusse alla morte, che Dio abbia misericordia di lui. (3) Anno 379 (11 apr. 989 - 30 marzo 990). Venuto a morte quest'anno ^Abd 'Allah 'ibn Muhammad 'ibn 'abī 'al Husayn, ^āmil di Sicilia, chiamò successore il proprio figliuolo Yūsuf; il quale ebbe poi il diploma di wālī, da Nizār, califo d'Egitto. Al tempo di costui, voglio dire di Yūsuf 'ibn ^Abd 'Allah, prosperò la Sicilia.
Note a pie di pagina
1 (1) Muqbil.
2 (2) 'Al ^aks; D e T hanno, invece, dadd.
3 (3) A, fog. 33 verso; T, pag. 77.