Textus Originalis
gli avea mandati dei presenti e chiesta la pace; la quale fu conchiusa: e il maledetto [re di Sicilia] dettò in quella alcune [dure] condizioni, che 'Al Hasan accettò. I cittadini di 'Al Mahdīah scrissero allora a Yahyà 'ibn 'al ^Azīz, principe hammadita di Bugia, facendogli sperare che gli consegnerebbero la città; onde Yahyà, fidandosi di loro, mandò ad 'Al Mahdīah un esercito per terra, e per mare delle navi, e prepose all'esercito il giureconsulto Mutarrif. Il quale pose l'assedio alla città per mare e per terra; ed accorsero a lui d'ogni banda gli Arabi Beduini: ma egli per trarre a sé i cittadini, non volea sparger sangue. Così l'assedio andò per le lunghe. Arrivatane la notizia a Ruggiero principe della Sicilia, questi mandò un'armata poderosa in aiuto di 'Al Hasan, prescrivendo al capitano che stesse ai comandi ed ai divieti del detto principe. Arrivato il navilio del Maledetto in 'Al Mahdīah e messolesi intorno, l'impresa del principe di Bugia dovea fallire. Il capitano cristiano volle mandare a fondo l'armata di Bugia; ma 'Al Hasan ne lo impedì e comandò di evitare la battaglia, ripugnandogli di spargere sangue musulmano. E così le navi degli assedianti, frustrate, diersi alla fuga, e le forze di terra levarono il campo, dopo settanta o settantacinque giorni che osteggiavano la città, correndo l'anno cinquecenventinove (22 ott. 1134-10 ott. 1135). Ritornò l'armata [cristiana] in Sicilia, ed 'Al Hasan scrisse al re Ruggiero una lettera, ringraziandolo del beneficio e dicendogli che ormai ubbidirebbe ad ogni suo comando o divieto. Si restrinsero allora i legami d'amistà tra i due principi: e prosperò il governo di 'Al Hasan. Ma quel medesimo anno Ruggiero, nemico di Dio, mandava all'isola delle Gerbe un'armata, montata