Textus Originalis
mi abbandoni [alle tentazioni di Satan]. Direbbesi che quegli [sciagurati] non fossero stati Musulmani, no, ma una comitiva di demonii! E pure [sì ch'essi eran figli d'Adamo]: l'amor de' beni di quaggiù e l'ambizione dei comando li sospinse a tanto vitupero! Ahi! che l'amor dei beni di quaggiù ti fa cieco e sordo! La carestia desolò l'Affrica [propria] in quell'anno, sì che la più parte della gente rifuggissi in Sicilia. L'anno cinquecenquarantadue (2 giugno 1147 - 21 maggio 1148) Marmar 'ibn Rašīd chiese aiuto al principe di 'Al Mahdīah e ragunò de' Beduini contro Yūsuf principe di Cabes. Gli diè mano anco Muhriz 'ibn Ziād (1). [I collegati] assediarono Cabes; uccisero Yūsuf, che n'era ^āmil: e impadronissi della città Muhriz 'ibn Ziād. Il qāyd ^Isā, fratello di Yūsuf, rifuggitosi allora in Sicilia, fece sapere al Cristiano che 'Al Hasan aveva aiutato anch'egli all'uccisione di Yūsuf. Il Maledetto se ne adirò, tenendo 'Al Hasan e Yūsuf come soggetti entrambi alla sua dominazione. Risoluto pertanto ad osteggiare 'Al Mahdīah, levò un grande esercito e mandollo con un'armata piena d'armi e di macchine di guerra. Piombati i Siciliani improvvisamente sopra 'Al Mahdīah, i cittadini sbigottirono al vedere l'armata: e non avendo chi li difendesse, si dettero alla fuga. Fuggì [anch'egli] 'Al Hasan senza combattere; recando seco la famiglia e gli aderenti suoi, e lasciando la più parte dei suoi tesori ed alquanti della gente di casa. Cavalcò alla volta di 'Al Mu^allaqah
Note a pie di pagina
1 (1) Di questo capo d'Arabi che stanziava nelle rovine di Cartagine si è già detto nei Capitoli XXXV, XLV, L, vol. I, 478 seg. e II, 77, 78, 207.