Textus Originalis

sopra varii argomenti e alfine sopra la sua guerra di Sicilia, disse, vantandosi della propria scelleraggine in questa spedizione: « Io ho fatto morire un milione « [di persone], dico un milione al più, al meno seicento- «mila» (1); e ripigliossi: « No, per Dio, furon più ». Allora 'Abū ^Abd 'Allah 'al Muaddib (il precettore) gli disse: « O 'Abū 'al ^Abbās, un omicidio solo ti basta [per andare all'inferno] »! Questo Hallīl avea per nomignolo 'Abū 'al ^Abbās. Avealo adoperato ^Ubayd 'Allah, lo Šī^ī, nell'[amministrazione di] varii distretti (2), nella riscossione delle entrate pubbliche e nel riscontro de' conti (3) dei dīwān e degli ^āmil. Poi si dissero varie cose di costui; ond'egli cadde in disfavore, anzi in odio, di ^Ubayd 'Allah; il quale, se non fosse stato per l'[intercessione del] proprio figliuolo 'Abū 'al Qāsim, lo avrebbe fatto morire. (Anno 372, 26 giugno 982-14 giugno 983) (4). Quest'anno l'emir di Sicilia 'Abū 'al Qāsim ^Alī 'ibn Hasan, 'al Husaynī (ossia del casato dei Banū 'al Husayn) fu ucciso in una battaglia, combattuta contro i Franchi. Egli avea tenuto il governo dell'isola per undici anni; e gli successe il suo figliuolo Gābir [il quale governò] per un solo anno.

Note a pie di pagina

1 (1) Così correggo il testo che ha centomila. Si confronti 'Ibn 'al 'Abbār, Bibl., Cap. XLI, testo, pag. 330, e 530 della versione, 1° vol.

2 (2) Al singolare ^aml; cioè il territorio assegnato all' ^āmil.

3 (3) Muhāsibah evidentemente qui non significa compilare un conto, ma sì bene « rivederlo , riscontrarlo », come per altro porta la forma alla quale è il verbo.

4 (4) Testo, p. 247.