Textus Originalis
il giovane che lo incalza a' giri con la [sferza della] voluttà! » 6. « La coppa raccoglie questo [vino spillato] dall'anfora (1), [coppa sì vasta] che ti sembra la sua cavallerizza (2) ». 7. « Ecco una ragazza che il mesce, tenendo in mano il collo dell'[otre di] gazzella e stringendolo tra le dita ». 8. « Reca in giro rubino e perle (3): nell'acqua di queste immerge il fuoco di quello ». 9. « [Ecco] de' valorosi giovani, la generosità delle cui schiatte e la nobiltà [è chiara] come i raggi delle stelle ». 10. « Recasi in giro nella brigata un vino, che empie le coppe co' suoi splendori e vince le tenebre della notte »; 11. « [Vino] le cui schiume s'intrecciano e fan come una rete, da chiappar quanti le aleggiano intorno ». 12. « [Conosco] una suora che sbarrava il chiostro; ma noi soleasi andare a farle visita a notte », 13. « Guidati dalla fragranza d'un liquore, che [subito] svela al naso il suo segreto ». 14. « Oh non troverai buon muschio se non farai un viaggio a Darīn (4) o a casa di costei! »
Note a pie di pagina
1 (1) Dann, propriamente l'anfora antica, terminata in punta.
2 (2) Midmār, il luogo dove si ammaestra ed esercita il cavallo.
3 (3) Secondo P: argento.
4 (4) Porto di mare nel seno di Bahrayn, su la costiera occidentale del Golfo Persico. Nel medio evo era emporio del muschio recatovi dall'India. In Sicilia suol dirsi scherzando a chi ha bevuto molto vino, che