Textus Originalis
5. « Ma come sperar una tinta che duri, se non ho trovato [il modo] di far durare la gioventù? » 6. « Un legger venticello, fiato di fresca brezza, soffia soave e mormora »: 7. « A notte ella mosse (1), guidata da' baleni che fean piangere il cielo su' morti [distesi] in terra ». 8. « Udiap la voce del tuono che cacciava le nubi, come il camelo quando sgrida col muggito le sue femmine restie ». 9. « Ardeano i lampi d'ambo i fianchi di essa: era il luccicar delle spade sguizzanti fuor dal fodero ». 10. « Passai la notte nelle tenebre. O primo albore [io dicea] recami la luce! » 11. « O vento, quando apporti la pioggia a ricreare i campi assetati, 12. « Spingi verso di me i nugoli asciutti, ch'io li saturi col pianto mio! » 13. « Bagni il mio pianto quel terreno dove passai la giovinezza: ah, che nella sventura sia sempre irrorato di lagrime! » 14. « O vento, che tu corra presso alle nubi, o che te ne scosti, non lasciar, no, che asseti certa collina del caro paese! » 15. « La conosci tu? Se no, [sappi] che l'ardor del sole vi fa olezzare i [verdi] rami ».
Note a pie di pagina
1 (1) Secondo l'uso de' poeti arabi, 'Ibn Hamdīs vuol che il lettore indovini il subietto indicato con questo pronome femminile. Forse una schiera di cavalli, come spesso veggiamo nel Parnaso arabico. Da' versi seguenti crederei fosse una nave. E se il poeta alludesse a quelle due che si aprirono la strada in mezzo all'armata normanna, quando, morto Benavert, la sua moglie e il figliuolo, co' capi Musulmani, fuggiron da Siracusa per salvarsi in Noto? V. St. de' Mus., III, 167.