Textus Originalis

16. « Quel maraviglia? In quo' luoghi gli intelletti d'amore impregnan l'aria di lor profumi ». 17. « Li batte un cuore sì pieno [d'affetto], ch'io v'ho attinto tutto il sangue che mi corre nelle vene (1) » 18. « A quelle piagge riedon sempre furtivi i miei pensieri, come il lupo ritorna [sempre] a sua boscaglia ». 19. « Quivi fui compagno dei lioni che correano alla foresta: quivi andai a trovar le gazzelle in lor covile ». 20. « Dietro a te, o mare, è il mio paradiso: quello in cui vissi tra' gaudii, non tra le sventure! ». 21. « Vidi lì spuntar l'aurora [della] mia [vita], ed or, a sera, tu me ne vieti il soggiorno! » 22. « O perchè mi fu tolto ciò ch'io bramava, quando il pelago mi separò da quelle piagge? » 23. « Avrei montata, in vece di palischermo, la falcata luna, per arrivar lì a stringermi al petto il [mio] Sole! » § 3°. 'Abd 'al Gabbār ('ibn Hamdīs), nella sua prima gioventù, andato di Sicilia nell'Affrica [propria] l'anno 471 (14 luglio 1078 - 3 luglio 1079), si accompagnò con gli Arabi (dell'Alto Egitto, che l'aveano di recente occupata). Quando costoro stanziarono in quella regione, vi si raffinò il gusto poetico. Metro kāmil (2).

Note a pie di pagina

1 (1) Questo verso e i seguenti sono stati tradotti in altrettante stanzine dal signor De Schack, nel citato volume della Poesie und Kunst, ecc., II, 24.

2 (2) P, fog. 14, recto. Manca in F il componimento di cui questo sembra uno squarcio. K dà l'ultimo verso sotto questa rubrica: « Descrizione di cameli, da una qasīdah d' 'Ibn Qalāqis ». Il presente paragrafo è il 2° nel testo della Bibl.