Textus Originalis
9. « Ferì meco i colli, i colli (1) de' deserti, con un brando liquido ch'era infoderato nella sua pancia (2). § 4°. Sul Magrib. Metro tawīl, con la rima mutadārik (3). 1. « Ho vestita la costanza com'usbergo contro i colpi di fortuna. Però, o Mondo (4), se non vuoi pace, combattiamo! » 2. « Ho addentato un ciottolo che non è tenero in bocca; ho domato un cavallo de' più indocili al cavaliere ».
Note a pie di pagina
1 (1) ^Unuq, al plurale 'a^nāq, « collo » ha, tra tanti altri significati, anche quello di « lunga collina di sabbia ». Il bisticcio regge anche col verbo messo qui dal poeta, poiché può adattarsi al significato di « tagliare » il collo e di « battere » il terreno.
2 (2) Questo che parve di certo agli ammiratori d' 'Ibn Hamdīs preziosissimo gioiello di tre gemme incastrate insieme, è rubato, come osserva il critico della Qazīdah nel luogo citato di sopra. È tolto, dice ^Imād 'ad dīn, dal verso seguente d' 'Ibn 'al Mu^tazz: « Ed esse [camele] infoderarono nei colli le forbite spade di « argento, con le quali tagliano i deserti ». Il brando liquido, come ognun vede, è l'acqua che il camelo serba in corpo, sì che dura parecchi giorni di viaggio senza bere. 'Abū 'al ^Abbās ^Abd 'Allah 'ibn 'al Mu^tazz, della regia casa abbasida, elegante poeta, fu strangolato per comando del califo 'Al Muqtadir, contro il quale egli avea cospirato nel 296 (908). Si vegga la sua biografia in 'Ibn Hallikān, versione del baron De Slane, II, 41.
3 (3) P, fog. 61 recto. Testo, Bibl., 554, lin. 13, segnato § 5. Dopo la stampa della Bibl. è stata confrontata questa qasīdah con F, dove la si legge a fog. 7 verso. I versi 38° e 39° son dati da M, e il 46° da K. Non occorre ripetere quali regioni eran designate in quel tempo col nome di Magrib, ovvero Garb, « Ponente ».
4 (4) Letteralmente: O secol mio!