Textus Originalis
3. « Che? Avrò fatto poco viaggio perchè non ho frugati ad uno ad uno tutti i paesi del Garbo! » 4. « Nel Garbo io vissi fuor d'ogni civile consorzio; privo d'ogni diletto: quivi sciupai i tesori della vita! » 5. « Passai le notti serrando col braccio destro il pomo della spada, non già il collo di languida ragazza, dal sen ricolmo ». 6. « Il filo del [mio] ricurvo acciaro tornava dalla battaglia tutto addentellato su i tagli delle spade nemiche ». 7. « Come quell'acciaro fui [svelto e forte] nell'età primiera: di quello poi vissi. Non è forse mestiere come ogni altro? » 8. « S'io m'ingegnai a trarre profitto dalla spada, oh quanto non ingegnossi [un giorno] Mosè con la verga! (1) ». 9. « Mi credi tu immemore? E pure io ricordai sovente le magagne del mio secolo e la perfidia del mio compagno (2) ». 10. « Crebbe [costui] dall'infanzia nella mia schiatta (3): ma ebbe costumi contrari affatto a' miei ».
Note a pie di pagina
1 (1) Il vocabolo che qui significa bastone è anche un de' nomi della spada.
2 (2) Sāhib, che significa compagno, principe, ed anche avversario.
3 (3) Leggo col Fleischer 'ahlāfī; il qual vocabolo, toltovi il pronome affisso, è il plurale di hilf « discendenza, gente, generazione ». Allude di certo a qualche noto personaggio, il quale potrebbe esser quell' 'Ibn ^at Timnah, che chiamò in Sicilia i Normanni. Notisi tuttavia che il poeta siracusano era bambino quando quegli signoreggiava la città e gittavasi nelle avventure che finiron col tradimento.