Textus Originalis
41. « Quand'essi tacciono nella mortai tenzone (1), fan parlare, sì, sopra gli elmetti [de' nemici] l'acciaro delle spade taglienti ». 42. « Ve' que' fuochi che divampano dal debole (2) delle spade: essi fan gustare la morte; la spargono a man piene ». 43. « Quella gente [di Sicilia], oh non temer che volti faccia alla morte, là dove manca il cuore anco a' lioni degli eserciti (3) ». 44. « Quand'altri abbandona la vera via [del do-
Note a pie di pagina
1 strar la vivace immagine che perderebbe molto nella confusione dei pronomi relativi. Il testo è diverso ne' due codici, in guisa che sembra rifatto dall'autore medesimo, il quale nel presente luogo abusa più che mai degli equivoci che nascono dal pronome femminile singolare riferito ai plurali irregolari, i quali nel verso precedente son tre: lance, orecchi affilati, calami da scrivere, anzi, letteralmente, « da segretario ». Ora P, che rappresenta la edizione più antica, dice letteralmente: « Quand'essa (orecchi affilati) la fa andare attorno (le punte di lancia) per un ricordo (ossia per notare qualcosa in iscritto), crederesti che vada attorno sopra le stelle a [ferir] i capi [dei nemici]. V in vece traspone e muta alquanto i vocaboli in questa forma: « Quand'essa (orecchi) la fa andare attorno (le punte di lancia) a [ferire] i capi [de' nemici], diresti che essa (punte di lancia) vada attorno per sentire i discorsi [che si fanno] sopra le stelle ». Si ricordi che le stelle cadenti sono i demonii fulminati quando s'accostano ad origliare presso le porte del cielo.
2 (1) Rendo con questi due ultimi vocaboli quelli del testo che ordinariamente significano « l'agonia, gli spasimi della morte ». Potrebbe anche tradursi: « pelago della morte ».
3 (2) Letteralmente: « il tremolante ». Ho usato il termine tecnico della estrema terza parte della lama, quella che non vale a parare ma a ferire.
4 (3) Letteralmente: « degli squadroni ». Non ho osato tradurre « lioni degli squadroni ».