Textus Originalis

52. « Quel [caro luogo] io ritraggo ad ogni istante nel mio pensiero, e schiudo il varco a dirotto pianto! » 53. « Come figliuola [la sua madre], così io sospiro quella patria, alla quale mi attirano i pregi delle sue caste donne ». 54. « Chi è partito dalla terra dov'egli lasciò il cuore (1), brama sì di tornarvi con tutte le membra! » § 5°. Descrive gli Arabi, de' quali fu compagno nel Magrib; ricorda con amore la sua patria; e loda i suoi compatriotti di Siracusa e della Sicilia. Metro tawīl e rima mutadārik (2). 1. « Pascon la bianca foglia che [porta] fior di sangue: la foglia (3) il cui fiore rosseggia nel prato per [opera] loro ».

Note a pie di pagina

1 alcun senso in P. In F l'uno si legge benissimo: casa. Segue un bitūtsi che non significa nulla; ma togliendo un punto alla prima t e considerando la finale i come appendice della s precedente, si ha netto binūtus: « in Noto ». Il Fleischer accetta pienamente questa lezione. Noto fu l'ultima città conquistata in Sicilia dal conte Ruggiero.

2 (1) Seguo la lezione di P.

3 (2) P, fog. 63 recto; V, fog. 77 verso. Nel testo della Bibl. questo paragrafo è il 6°.

4 (3) Waraq « foglia, moneta d'argento, foglio di carta », ed anche « sangue che spiccia dalla ferita », ha qui significato non dubbio. Gli Arabi dell'Alto Egitto, che irruppero nell'Affrica propria alla metà dell'XI secolo, eran veri masnadieri: quando non avean da rubare o da taglieggiare, combatteano per prezzo e talvolta tradivano per maggior prezzo. Ho tradotto « rosseggiare », ponendo l'effetto per la causa. Il verbo che usa il poeta con la preposizione accompagnatavi, significa « sorridere scoprendo i denti incisivi », e al figurato « mostrare, far comparire », ecc. Letteralmente sarebbe: « Per [opera] loro il prato luccica del fiore di [così fatta] foglia », ossia il sangue fresco.