Textus Originalis

2. « Gente feroce! I destrieri ch'essi [spronano] alla pugna corron sul [sangue] versato dalle protese aste ». 3. « In cima a quelle [splendon] sinistre stelle, annuvolate di polvere, e piovon sangue ». 4. « I lioni si ritraggono tementi dalla macchia, quand'essi vengonvi a pascolar le greggi ed a piantar le tende ». 5. « Com'e' s'appressano, così vedi le pianure, a volta a volta, scintillare ed oscurarsi: è il [lampo delle] lance e il polverio dei cavalli ». 6. « Eloquente il sublime loro silenzio all'appiccar della zuffa: le lingue [tratte] da' foderi lor fanno da interpreti ». 7. « [Le lame] in lor mano percuotono il collo [del nemico con tal furia], ch'essi non sembrano intenti ad altro che ad incarnarle [più addentro] ». 8. « Quando l'opra della morte s'agguaglia all'opra loro su le anime de' valorosi in guerra, allor [sì ch'] essi son essi (1) ». 9. « Beduini, [gente] che ti disdice (2) l'affetto [s'è uopo d'aiuto] nelle avversità: hanno essi un [ron-

Note a pie di pagina

1 (1) Traduco letteralmente questo verso un po' intralciato, ma non tanto che non se ne cavi certo il pensiero, volgare anzi che no: « Si vede bene chi son essi, quando ammazzano tutti i prodi senza lasciarne vivo un solo ».

2 (2) Non ostante l'autorità del Fleischer e la lezione di V ch'ei ha preferita, cioè ^abqā « è durevole », leggo con B 'anfā. Il poeta non è in vena di lodare que' masnadieri; e parla chiaro nel secondo emistichio. Il ronzino zoppo e le ganasce grandi non hanno mestieri di comento