Textus Originalis
zino] zoppo, che non s'avacciano; e [se c'è da divorare, ecco] un lione (1) ». 10. « Li accompagnai nelle plaghe [più] salvatiche della Terra: ne' deserti, là dove ulula il lupo e mormora la gazzella ». 11. « Che Iddio rinfreschi di dolci lagrime l'occhio di chi piange i paesi dove il corpo ha un animo cattivato dall'amore! » 12. « Paesi che salutan lieti (2) le stelle maggiori, quando si levano su l'orizzonte a destarli dal sonno (3) »; 13. « Terra sì ridente, che spegne le cure [dell'animo] tuo; sì lieta che cancella lo strascico delle calamità ». 14. « Quanti schietti amici io v'ho, liberali, gelosi dell'onor loro, spregianti la [vil] mercede (4) »; 15. [Pronti anzi a] riempir d'oro (5) le man de' prodi (6): e pur quanta fiamma non leva il valore nei lor proprii petti! » 16. « Quando i forti [nemici] danno la carica [i
Note a pie di pagina
1 (1) Sadqam, che significa « ganasciuto » e, usato come sostantivo, è de' tanti nomi del lione, ed anco di una razza di cameli dei tempi eroici degli Arabi.
2 (2) Letteralmente: si fanno incontro alle stelle, ecc.
3 (3) Letteralmente: si levavano su l'orizzonte mentre essi [paesi] dormivano senza accorgersi di quelle.
4 (4) 'Ita, ovvero 'attah, « caposoldo o donativo militare annuale », diverso dal soldo giornaliero, rizq. È chiaro il paragone delle nobili milizie siciliane con questi Arabi, mercenarii o peggio.
5 (5) Letteralmente: « a riempire con larghezza ».
6 (6) Così P. In vece leggesi in V 'al ^uqāh, che mal si adatterebbe al caso; ovvero 'al ^ufāh, che vuol dir « ospiti », e più particolarmente « parasiti ». Il concetto del secondo emistichio conduce piuttosto alla lezione di P.