Textus Originalis

miei concittadini] spronan [loro all'incontro]; si fan largo col ferro, e bruttan la destra nel sangue de' Barbari (1)». 17. « Lor freme intorno un mare, le cui spume son luccicanti màglie, salde contro i colpi ». 18. « Figliuoli del confine (2) siam noi; siam que' che sorridono, quando la guerra li guarda accipigliata ». 19. « [Appena] divezzati, nudrisconsi i nostri parvoli col latte [che si trae] dalle vene iugulari de' cavalli; noi li spoppiamo in un canto (3) del campo di battaglia »; 20. « Dove [sta ancora] la coda del nostro esercito, mentre si spezzano le brune lance sul [petto di chi combatte alla] vanguardia ». 21. « Chi conta la nostra [gente], quando annovera i cavalieri accresca pure il numero a tanti doppii: che un sol de' nostri prodi [vale per] un esercito ». 22. « Noi ci ritraggiamo per mandare avanti: mandar avanti [i colpi] mortali, [rivolgendo ad or ad or la fronte] nella ritirata ».

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « la loro spada è sciolta; la loro destra impedita ». Non posso conservare l'antitesi che fa il poeta tra l'attributo della spada e quello della destra: poiché i due verbi d' 'ili asa sono termini rituali che significan le due condizioni del musulmano, nell'una delle quali gli è lecito di compiere le preghiere e nell'altra no. Le macchie di sangue portano il divieto, costituiendo uno stato d'impurità.

2 (2) I paesi marittimi son tutti confine, come esposti all'assalto dei nemici. D'altronde la Sicilia si trovava di faccia al territorio cristiano, e, al tempo d' 'Ibn Hamdīs, v'era anche un confine interno coi paesi conquistati da' Normanni.

3 (3) Il testo ha hugr « grembo, luogo chiuso », e in generale « stanza ».