Textus Originalis

23. « Se in guerra v'ha speranza di vittoria, l'è fondata su noi: che non tutti gli astri son [dileguati come] stelle cadenti (1) ». 24. « I nostri duci, il dì della battaglia, ci segnano con mano su la pianura le linee che saranno [tosto] ricamate dagli avoltoi »; 25. « Che i campioni, ad ogni carica de' lor [destrieri della razza di] 'A^wag (2), dan pastura agli uccelli della strage ». 26. « Ecco alate [navi] (3) che portano in grembo temerarii guerrieri: gareggiano di celerità coi lampi; e vinconli, e arrivano salve alla meta! » 27. « Percotemmo i nemici della Fede nel bel mezzo di loro case, con un drappello che si butta ad occhi chiusi nel pelago della morte ».

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « non tutti gli astri sono fulminati ». Si vegga qui sopra la nota 5 della pag. 322, continuata a pag. 323.

2 (2) Su questa celebre razza si vegga una notizia del baron De Slane, nel Journ. Asiat. del 1838, tom. V, pag. 467.

3 (3) Il testo ha tāyrah, letteralmente « volante » al femminile. Usata a modo di sostantivo, ha qui il significato di navi, come nel verso 30 di questa medesima qasīdah, dov'è al plurale: tawāyr. Lo stesso aggettivo tāyrah, col valor di plurale che gli dà la forma femminile, è usato da 'Ibn Hamdīs, come predicato di galee, nel componimento che diamo nel § 15, ecc. Finalmente tayyārah, altro derivato della medesima radice, significa nave, in un distico del nostro poeta, che si legge nella Harīdah di ^Imad 'ad dīn, vol. XII, codice parigino, Ancien Fonds, 1376, fog. 28 verso, in questo tenore: « Ecco altri versi ne' quali 'Ibn Hamdīs descrisse una nave: « Tayyārah, che ha due pulcini: ed oh maraviglia! non se li prende sotto le ali, che quando tu le sei salito addosso ». I pulcini sono i palischermi e il poeta scherza sul doppio significato di « volatile » e di « nave ».