Textus Originalis

nura; poiché vedi effusa sopra di loro quant'acqua (1) [soglion versare] le Pleiadi ». 36. « Sostenemmo l'impeto loro, come fanno gli animi generosi; né gustammo il favo del miele, che dopo aver mandata giù la coloquinta ». 37. « I nostri fendenti lor lasciarono nelle armadure [tante] bocche [aperte], i denti delle quali rintuzzarono [il taglio] delle nostre lame ». 38. « In pugno a noi il ferro sì ch'e' ragiona; al cambiar mani, ammutolisce ». 39. « Le ali delle bandiere che ci sventolano sul [capo], dal sangue de' prodi (2) [che le bagna], sembrano [tinte] con l' ^andam (3) ». 40. « Che è che brilla (4) lì in casa? Un [volto] sfolgorante sorride. Muove le dita a salutarmi una mano sì lesta che par quella del giocoliere ». 41. « Veggo occhi affranti dalla veglia e dal pianto, illividiti dal cordoglio [che li afflisse] dì e notte! » 42. « O sogno prodigioso! (5). La [bella] parvenza

Note a pie di pagina

1 (1) Tra i quarantasette o, secondo altri, cento e tanti significati del vocabolo ^ayn, v'ha quello di « pozza d'acqua » e di « zampillo ». Le Pleiadi sono benemerite degli Arabi, perchè segnano appo loro la stagione delle piogge.

2 (2) P ha in vece: Barbari.

3 (3) Questa sostanza vegetale usata a tingere in rosso, è tradotta variamente dai dizionarii: sangue dragone, legno del Brasile, ecc.

4 (4) L'aggettivo che si legge in P, e che io traduco con questo verbo, vuol dir « balenanti ». Nel codice vaticano la prima lettera è dubbia, e nella copia ch'io ebbi in Parigi si leggea b ā r i q « braccialetto », la quale lezione fu corretta, ed a ragione, dal Fleischer.

5 (5) Leggo col codice vaticano zawrah « visita » (qui sognata) in vece di rawdah « prato, giardino » che si trova in P e nel testo della Bibl.