Textus Originalis
ha visitate le [mie] palpebre, e il sonno leggiero n'ha prodotta l'illusione (1) ». 43. « Io soggiorno in Sāqī ^abrah (2), a' confini del deserto, sur un lembo (3) di spiaggia dove il vento, quand'e' si leva, ti dà schiaffi ». 44. M'arriva un soffio con l'acre odore del deserto: tra me e quello chi vi si arrischi (4) troverà salsi paduli (5) e profonde acque ». 45. « [Ma aggiorna]: l'alba [sparge] una luce nelle tenebre, come il negro destriero veste il petto di sudore per lungo corso ». 46. « Io sospiro la mia terra: quella nel cui seno si disfanno le membra de' miei [cari] e le ossa (6) », 47. « Come sospira la sua casa uom maturo che, reduce dal mercato, è inceppato dalle tenebre in dubbio sentiero ». 48. « Ah sì m'é cascato di mano il fior della giovinezza; onde ho sempre in bocca (7) i ricordi delle prime passioni! »
Note a pie di pagina
1 (1) Fo perdere a' lettori un bisticcio tra tahwīm « sonnolenza » e tawahhum « illusione ». Questo verso è stato tradotto dal baron De Schack in una stanzina, op. cit., II, 25.
2 (2) « Inaffiator di lagrime ». Nol trovo tra' nomi di luogo, e mi sembra inventato dal poeta.
3 (3) M a n s i m e « via, dirittura », ecc.
4 (4) Leggo in V l i m u q t i h m. P ha lo stesso aggettivo con la preposizione bi.
5 (5) Sahb, nel Qamūs, edizione di Būlāq 1272 (1855), ha anche lo equivalente s a b a h a h, che sono i pericolosissimi stagni salati dell'Affrica propria, comunemente detti sebca.
6 (6) Di questo verso e del seguente il baron De Schack ha data la traduzione in due stanzine, op. cit., II, 15.
7 (7) Letteralmente: « ho piena sempre la bocca de' ricordi », ecc.