Textus Originalis
§ 6°. Altri versi. Metro mutaqārib e rima mutawātir (1). 1. « Mi ripugna di far vezzi a carnagioni flosce: la freschezza (2) dell'adolescenza fa rinverdire il mio ramo ». 2. « Mi divezzarono: ed ecco [accendersi] in me una brama di magne cose, e l'ebbi addosso per tutta l'adolescenza ». 3. « Cercai sempre di poggiare un po' più alto di Boote (3), mirando anco a salir su la stella polare ».
Note a pie di pagina
1 (1) Nell'Appendice, testo, pag. 15, lin. 13 segg. Da V, fog. 25 recto. Non si legge in quale occasione fu dettato questo componimento, né a chi indirizzato. A me sembra opera giovanile, sì perchè lo stile è men pulito, e sì perchè accenna senza dubbio al periodo della guerra che si travagliò dal 1073 al 1086 nella provincia chiamata un tempo Val di Noto. Allor era il poeta nel fior della gioventù: da' 20 a' 33 anni della età sua. V. St. de' Mus., III, 149 segg. Quand'io pubblicai la prima parte di quel volume, non aveva ancora sotto gli occhi questo componimento, che manca nel codice di Pietroburgo; e però notai con maraviglia il silenzio d' 'Ibn Hamdīs su quella resistenza gloriosa de' suoi. Gli rendo giustizia adesso; quantunque non abbiamo ancora di lui un'ode quale meritolla il Benarvet o Benavert dei cronisti normanni. Con ciò è da osservare che i versi seguenti, e sopratutto i primi sei, mi sembrano tolti qua e là da una qasīdah, che non dovea esser breve. Forse il poeta in età matura dettò al raccoglitore sol que' versi che riteneva a memoria o che gli pareano più belli.
2 (2) Letteralmente: « l'acqua ». Si chiama così in arabico la bellezza della carnagione, il riflesso di una lama ben forbita, l'onor dell'uomo.
3 (3) Traduco così per farmi intendere alla prima. Il testo ha S i m ā k, che significa « elevazione », ed è presso gli Arabi nome proprio di varie stelle. Il poeta qui par che alluda al simāk 'ar rā-