Textus Originalis

21. « Son que' che sopra gli inveterati nemici abbassano rabidamente i ferri delle lance », 22. « [Quasi] stelle che si levino dalle aste e tramontino nei fegati ». 23. « L'ugna de' lor destrieri tira [tante] linee co' [cadaveri de'] campioni cosparsi sul duro suolo (1) »; 24. « E battonlo, sì, nella pugna le teste dei nemici che si prosternano dinanzi a loro: oh come prōsternansi! (2) » 25. « Corrusca lì un lampo, [improvviso] come battito di cuor egro d'amore »: 26. « È la [schiera de'] saettatori che incurvano gli archi [a un tratto] con gagliarda spinta ». 27. « Che Iddio [mandi] folte nubi a irrigare la regione indomata (3) di quel [paese] ed a scacciar (4) co' tuoni l'[empio] irrisore »;

Note a pie di pagina

1 (1) Non manca qui il doppio significato. Il verbo che traduco « tirar linee » vuol dir anco « tracciare le fondazioni di edifizii ». Il vocabolo mihrāb significa « la nicchia della moschea » e « un prode guerriero »: anche Sa^īd, oltre il valore di terreno elevato, è nome geografico dell'Alto Egitto e generico di suolo. Indi si potea cavar anco da questo verso la freddura « che i cavalli finissean la pianta di moschee, da costruire nell'Alto Egitto ». Il secento arabo era capace di questo e d'altro.

2 (2) Sagūd, che si dice particolarmente del toccar il suolo con la fronte nelle prosternazioni.

3 (3) Hīmā, « terreno ov'è proibito di pascolare, di cacciare, ecc., diremmo noi « bandita », significa anche « parco, asilo », e il « soggiorno della innamorata ». Credo dunque essermi ben apposto nella traduzione, e n'è prova il verso seguente.

4 (4) Il verbo qahqah che si legge nel testo è onomatopèa, analoga al latino cachinnus; ed oltre il significato di sganasciare dalle risa (in dialetto siciliano « scaccaniari » che deriva, credo io, dal latino piuttosto che dall'arabo) è metatesi di haqhaq e di haq-