Textus Originalis
2. « M'abbandonai alle vanità dell'amore. Ahi che l'anima abbandonatasi alle vanità [rimane come una donna] senza monili! » 3. « Com'uom che asseti nel deserto, e veder gli sembri copiosa polla, dove l'acqua già scemi e [intanto gran] gente vi tragga, così io [vissi anelando] ». 4. « [Ma] posson labbra arse di sete querelarsi di te [se non le bagni], quando acqua tu non hai, fuorché quella che ti sgocciola su le gote? ». 5. « L'occhio tuo piantommi in cuore [come virgulto] una brama, che porta all'animo mio frutto di dolore e d'angoscia »; 6. « Ond'è forza che la fantasia inganni la passione e che io [cerchi] un balocco per arrivare a qualche speranza ». 7. « Fingi di chiudere gli occhi in sonno profondo, e che venga a visitarti l'immagine della tua bella »; 8. « Chiedi al soave odore del zefiro, forse ti [mostrerà] vicina e presente colei che s'asconde »; 9. « E se non conseguirai appieno ciò che bramano gli innamorati, sì che dell'estasi amorosa n'avrai (1) quanto a loro ». 10. « Era tal notte che le tenebre rassembravano a' risguardanti lo struzzo (2) quand'e' fugge ratto paventando l'aurora »; 11. « Notte che parea coperta d'una veste, il cui
Note a pie di pagina
1 (1) I due vocaboli che traduco « estasi amorosa » posson prendere un altro significato che non mi preme di spiegare.
2 (2) Allude forse alle penne nere e bianche dello struzzo; ma s'attacca più fortemente a giocar su i vocaboli zalīm « struzzo » e zalām « tenebre ».