Textus Originalis
sparato [attaccavasi] all'orizzonte e lo strascico spazzava il suolo ». 12. « Quella montagna di tenebre, o maraviglia! eccola dissipata, al soffio delle gentili aurette mattutine ». 13. « D'ambo i lati le si stendeano deserti senza confine, e meco li valicavan corsieri e cameli ». 14. « Per difender [quivi] le custodite antelopi s'immolan [umane] vite: forti campioni le troncano a colpi di taglio e di punta (1) ». 15. « Nel fitto delle tenebre pascolava una gazzella, e con essa una lupa, il cui [sangue] un lione mesceva alla morte ». 16. « Con alto grido esso chiamò per nome que' forti: sfidolli per compiere sovr'essi opra egregia con l'indico acciaro ». 17. « Alla malora que' congiunti, presso i quali non puoi dormire una notte, senz'accorgerti com'è' bramano che tu muti alloggio al più presto! (2). 18. « Oh beato (3) chi mai non si scosta dagli ornamenti di costei; [che porta de'] braccialetti e de' halhāl (4), sottili come [convengono] a gentil donzella! »
Note a pie di pagina
1 (1) K ha la variante: « che i prodi ti mostrano come l'acciaro è cupido [di immergersi] in esse ».
2 (2) Letteralmente: « I segni ch'e' fanno sono un acceleramento alla tua partenza per cambiare [alloggio] ».
3 (3) Il testo ha qui lo strano modo di dire degli Arabi: « O col mio padre! », che significa: « possa darsi il mio padre in riscatto di lei! ». Gli Arabi usano questa frase per esprimere una grande ammirazione; e però ho tradotto: oh beato!
4 (4) Il cerchio che le donne orientali portano al collo del piede.