Textus Originalis

calza bene alla tua bellezza: [ma su le spalle d'] un'altra [parrà] un camicione ». 36. « [Eccola] vestita d'una chioma, [che al colore rassembra] le tenebre, ed [alla copia] il folto bosco, e co' suoi sag^ (1) batte i monili ». 37. « Offronle lor delizie su le [sponde del] fiume, giardini variopinti come i tappeti di 'Abqar (2) e cascanti acque ». 38. [Quivi] ella canta e le battono il tempo gli uccelli, scuotendo l'ali e i rami inchinandosi ». 39. « V'ha dunque de' modulatori di canto (3) che stanno ad ascoltar le sue cadenze, mutoli, come s'e' non sapessero gorgheggiare », 40. « Sia la bigia [colomba] che per duolo non

Note a pie di pagina

1 (1) Sag^ è rinciao della prosa rimata, il gemito de' colombi, un suono reiterato e monotono, nessun de' quali significati si adatta al resto del verso. Se la lezione non è sbagliata, dev'essere nome che si dava alle trecciuole, oppure a quelle minuterie di metallo che le donne orientali sogliono attaccare alle trecce. Il poeta dice che questi sag^ « facean lavoro » su le collane; perciò dobbiamo intendere che stropicciassero sul metallo o su le pietre dure del monile. NelFuno come nell'altro caso, mi par che « battere » torni al « far lavoro » del testo. Forse la buona lezione è sing, come poteva il poeta accorciare, per cagion del metro, il plurale sinag: pesi da cinto, piccole e sottili lamine di metallo.

2 (2) Siamo in piena mitologia araba, poiché i geografi non ci sanno dire se fosse stato in Mesopotamia o nell'Arabia Felice, questo paese abitato dai Ginn, dal quale vernano dei tappeti e de' drappi variopinti, chiamati ^abqarī. Si vegga questo nome nel Mu^gam di Yāqūt e nel Dizion. di Lane.

3 (3) 'Al Šawādī, che fa supporre un sostantivo singolare šādīah, il quale non si trova nei dizionarii; ma il verbo e l'aggettivo mascolino portano al significato di recitare cantando.