Textus Originalis
58. « Lo giuro, unque non piegai la testa al sonno che non mi comparisse nella valle de' sogni (1) [quell'altra] valle, soggiorno d'una tal gente »; 59. « [Quel] paese in cui germoglia la gloria, [in cui vivon] cavalieri, che quando assalgono, i Fati gittansi nella mischia », 60. « Aleggiando su lor [teste, mentre] l'incendio della pugna accende l'aste loro e le punte [brillano] come lucignoli [ardenti] ». 61. « Quando la caligine spegne le stelle, caval-
Note a pie di pagina
1 'Ayk wal 'al gusūn (Il bosco e i rami), opera di erudizione, in cento volumi, su la quale si vegga Hāggī Halīfah, V, 57, n. 992 della edizione di Fluegel. 'Abū 'al ^Alā' 'Ahmad 'ibn ^Abd 'Allah 'ibn Sulaymān, 'al Ma^arrī, ossia di 'Al Ma^arrah in Siria, cieco, ed uom di prodigiosa memoria, morì il 449 (1057-8). È chiamato a ragione da' nostri eruditi il Lucrezio degli Arabi. Si vegga la sua biografia in 'Ibn Hallikān, versione inglese del baron De Slane, I, 94, e presso Abulfeda, III, 163, della edizione di Reiske (anno 449), dove sono inseriti i versi coi quali il poeta si burla di tutte le religioni ch'egli conoscea. Il diwano di 'Al Ma^arrī è stato pubblicato con un cernento a Būlāq, nel 1286 (1869). Non so perchè 'Ibn Hamdīs citi qui 'Al Ma^arrī, ma è evidente la transizione con la quale ei vuol tornare a pianger su i mali della Sicilia. (1) Wādī 'al Karā « Valle della sonnolenza ». Il poeta scherza per l'assonanza del nome con quel della notissima Wādī 'al Qurā, ossia Valle de' villaggi, presso Medina. Forse v'ha un secondo gioco di parole. Il vocabolo wādī in Occidente (Spagna, Affrica, Sicilia) prese il significato di « fiume ». Qui il poeta allude a quello sul quale si stendeano i giardini della sua bella, sia l'Anapo o il Cassibile (Kakyparis), e nello stesso tempo ricorda che si tratta « del fiume dei sogni ». Il codice V in luogo di Wādī 'al Karā, ecc. ha « in lontananza della valle, soggiorno, ecc. ».