Textus Originalis
§ 8°. Canzone indirizzata alla gente del suo paese per muoverla alla guerra sacra. Metro tawīl, con rima mutawātir (1). 1. « O figliuoli della frontiera (2) [io vi dirò che] in guerra non siete figli della mia madre, se gli Arabi di costì non piomberanno meco su i Barbari! (3) ». 2. « Su dal sonno! Io veggo che mentre sperate nel viver queto (4), vi sovrastano [mille] mali ». 3. « [Pien] di veleno mortale (5) è il nappo che ratto gira per mescere a' bevitori la figliuola della vite (6) ». 4. « Volgete contro il nemico le teste de' cavalli
Note a pie di pagina
1 giudizio e non ad una sollevazione che il poeta sperava o credeva imminente in Sicilia, s'egli non avesse limitata a sé solo l'azione dei terrori che dovean destarlo dal sonno. Con tutto ciò non son certo ch'egli alluda al sonno della servitù piuttosto che a quello della morte. Il vocabolo che ho tradotto « riscossa » e che propriamente significa « accorrere d'ogni parte, levarsi popolarmente in arme » si usa ancora nel senso della risurrezione universale. E da un'altra parte non è mica inverosimile che il poeta abbia usato per l'appunto questo linguaggio, per la gravità del movimento ch'egli sperava in Sicilia.
2 (1) F, fog. 70 verso; P, fog. 17 recto. Testo, Append., 36, lin. 10.
3 (2) Si chiamava frontiera ogni luogo confinante co' territorii non musulmani.
4 (3) Letteralmente: « Se io non assalirò insieme con quanti Arabi v'ha tra voi ». Si vede che il poeta non contava tra' suoi i coloni Berberi di Sicilia.
5 (4) Hilm « mansuetudine ». Se si leggesse, con altra vocale, hulm, sarebbe il sonnecchiare: e forse il poeta ci ha pensato per fare il giochetto: « se andate sognando speranze ».
6 (5) Letteralmente: « Nappo che contien la madre della morte », in opposizione a « figlia della vite ».
7 (6) Il vino in arabico è di genere femminile.