Textus Originalis
6. « Mancava (1) alla mia terra il fermo proposito di tornar padrona di sé: onde inorridii, disperai ». 7. « Ho racchetato poi l'animo, quand'ho vista la [mia patria] assuefarsi alla malattia mortale, fastidiosa ». 8. « Che? Non l'hanno marchiata d'ignominia? Non hanno, mani cristiane, mutate le sue moschee in chiese », 9. « Dove i frati picchiano a lor voglia, e fan chiaccherar le campane mattina e sera? » 10. « Ah, no, arte medica non val a guarire il [paese]: la spada è tanto irrugginita che invano ti [sforzeresti] ad arrotarla (2) ». 11. « O Sicilia, o [nobili] cittadi, vi ha tradite la sorte: voi che foste propugnacolo contro popoli possenti! (3) ». 12. « Quanti occhi [tra voi] vegliano paventando, i quali un dì, sicuri da' Cristiani, traean dolci sonni! » 13. « Veggo la mia patria vilipesa dai Rūm, essa che [in man] de' miei fu sì gloriosa e fiera ». 14. « Il terror delle [armi sue] ingombrava le terre degli Infedeli; ahi che il terror di loro or tutta la ingombra! »
Note a pie di pagina
1 (1) Il principio del verso è guasto; onde il Fleischer v'ha proposte due lezioni, che tornano entrambe a « trovare pretesti, essere restio, ecc. ». Questo pensiero ho voluto render qui. Ho poi tradotto « tornar padrona di sé » il passo che letteralmente dice: « tornare alla sua propria gente ».
2 (2) Letteralmente: « Che gli strumenti da pulire non fanno ».
3 (3) Letteralmente: « Il popol del secolo », e va inteso la nazione predominante, come si dice « re del secolo » il principe più glorioso di una età. Il vocabolo che qui significa « secolo, età » è lo stesso che nel primo emistichio va tradotto « sorte »; onde il bisticcio.