Textus Originalis

22. « Menaron cattive a stuoli le bianche, scoperte il capo, [ma] con chiome [sì lunghe] che pareano burnus (1). 23. « [Per assalir que' paesi, i nostri] ad ogni istante guadavano il mare, con un fiume le cui onde eran de' cavalieri (2) », 24. « Ecco navi da guerra saettanti l'incendio della nafta, il cui soffio (3) mortifero tappa le narici ». 25. « Ecco le [galee] coperte di feltro rosso e giallo, che sembrano le figliuole de' Zang (4), vestite a nozze (5) ». 26. « Quando vi fumano i fornelli, diresti che in esse s'apran tanti spiragli al vulcano ». 27. « [Ed ora] v'ha forse in Castrogiovanni una

Note a pie di pagina

1 (1) È lo stesso vocabolo che la moda ha introdotto oggi in Europa, e non lo traduco perchè è più espressivo di « mantelli ».

2 (2) Traduco nel primo emistichio « mare » e nel secondo « fiume » il vocabolo bahr, che in arabico significa l'uno e l'altro. Il Manzoni non rubò al certo a 'Ibn Hamdīs l'« onda de' cavalli ».

3 (3) S a ^ ū t « medicamento che si aspira, vapore medicinale ».

4 (4) I Gallas, e più generalmente gli abitatori della costiera che da loro chiamiamo Zanguebar, celebri perchè afflissero fieramente le popolazioni arabiche nel medio evo.

5 (5) Le navi da guerra avean su la coperta de' teli di feltro per ammorzare i colpi e prestar men facile alimento al fuoco. Guglielmo di Puglia, descrivendo la battaglia navale combattuta dinanzi Palermo il 1071, ricorda nel navilio cristiano: Proque repellendis saxorum vel jaculorum Ictibus, obtectis rubicundis undique philtris. Ad pugnam veniunt sub conditione virili.