Textus Originalis

« [Eccolo] snuda [contro] di noi la sciabola dell'acqua sua che tenea nel fodero, ascosa ad ogni sguardo ». « Esso [spillo] la fabbricò ondulata: oh che [bella] lama indiana se la si congelasse! » Questo 'Abū Tamām tirava a saccheggiare il mio frasario poetico: che [se pur talvolta] io prendea qualcosa da lui, egli mi rubava a tanti doppi, o [s'impossessava] di que' sensi traslati, che veramente appartengono a chi li ha usati [il primo]. Di ciò sarà detto [più largamente] a suo luogo. e) Descrizione d'una gualdana, la quale dopo abbondanti piogge [e gran freddo], essendo il suolo tutto gelato, corse il paese de' Cristiani [di Spagna]; diegli il guasto; ruppe le genti loro, fece preda, e tornossi nel territorio musulmano (1): « O tu cosparsa di lagrime dolci al sapore, quantunque amara sia l'acqua che scorre dagli occhi, ecc. » (2). f) In lode di 'Al Mu^tamid ('ibn ^Abbād, principe di Siviglia) (3). « Non si può ammazzare il tempo questa notte (4) se non in compagnia di [ballerine] civettuole e ritrosette » ecc.

Note a pie di pagina

1 (1) P, fog. 43 recto. Son dieci versi.

2 (2) Le lagrime dolci par che siano le gocciole d'acqua di cui eran coperti i cavalieri che ritornavano dalla correria.

3 (3) P, fog. 44 recto; V, fog. 43 recto. Sono cinquantacinque versi, dei quali sette si leggono con varianti in K, fog. 74 verso.

4 (4) Letteralmente: « Non possiam soddisfare l'ardente brama d'abbreviare questa notte ».