Textus Originalis

g) Avea 'Al Mu^tamid (1) scritto ad ^Abd 'al Gabbār comandandogli di venir di Siviglia in Cordova, ove egli era. Accadde nel medesimo tempo che 'Abū Bakr 'ibn ^Ammār, ritornando dal suo viaggio, fosse menato [in Cordova], prigione e in ceppi: col quale 'Al Mu^tamid scese pel Guadalquivir in Siviglia e ne seguirono gli avvenimenti che ognun sa (2). Ritornato pertanto ^Abd 'al Gabbār in Siviglia, scrisse ad 'Al Mu^tamid la epistola seguente: « O mio Signore ecc. » (3). [La quale terminava così]. « Mi accingo co' miei compagni ad [eseguire] ciò che preme all'Altezza tua. Ed or comanda (4), tacitamente (5) o espressamente ». E comandò; anzi appigliossi al [partito di un] benefizio, donandogli cento dīnār. h) A lode del medesimo (6). « La rosa delle guance e il narciso dell'occhio sento

Note a pie di pagina

1 (1) P, fog. 60 verso e 61 recto. Testo, Bibl., pag. 571, lin. 16.

2 (2) Le vicende di questo favorito e ministro di 'Al Mu^tamid sono raccontate largamente dal Dozy, Hist. des Mus. d'Espagne, IV, 133 a 188.

3 (3) Sono sette versi. Ho dato l'ultimo, perchè il compilatore del diwano scherza, in fin della sua notizia, sopra una parola di questo verso.

4 (4) Il verbo che traduco « comandare » qui e nel verso seguente significa propriamente fare un tawqī^ « rescritto, lettera, diremmo noi, della segreteria reale ».

5 (5) Mumsikan, aggettivo del verbo alla 4ª forma. Il compilatore, nella parola del seguente verso che ho tradotta « appigliossi », mette lo stesso verbo alla 5ª forma.

6 (6) P, fog. 45 verso; V, fog. 68 recto. Testo, Bibl., 569, lin. 7. Sono quarantaquattro versi.