Textus Originalis

k) In lode del medesimo. Il poeta allude ai presenti mandati al detto principe dal Magrib (Spagna e Marocco) ed anco a que' che recavano, di parte del re di Costantinopoli, gli ambasciatori venuti a chieder ch'egli smettesse le scorrerie contro quello Stato. E ciò l'anno cinquecentonove (27 maggio 1115- 15 maggio 1116) (1). « Tu se' fatto arbitro del secolo; comandalo [dunque], ancorché de' lodevoli costumi e della generosità ne possegga pochino (2) ». « Ecco la magna Costantinopoli, il reggitor della quale si schermisce dalla tua spada col qalam! (3) ». « Ei teme non s'accenda quel focile mirabile che, gittato nell'onda tempestosa, [pur] divampa ». « Ei pensa di risparmiare il sangue dei Rūm affidandosi al saldo patto della sicurtà che tu dai ». « Ecco fallito un [bel] disegno! L'ha frustrato il gran coraggio di costoro, ch'estirpano la nimistà a [forza di] favori ». « [Che più!] è venuta con gli ambasciatori una dama (4), a molcir con parole le ferite che tu fai ai Barbari] ecc. »

Note a pie di pagina

1 (1) F, fog. 80 recto.

2 (2) Lascio i versi che non ci danno notizie, né allusioni istoriche.

3 (3) Càlamus. Diremmo noi « con la penna ». Pubblicai questo verso e il seguente in una memoria su i fuochi da guerra, letta nell'Accademia de' Lincei in gennaio 1876.

4 (4) Mālikah « regina » ed anche gran dama, poiché il maschile mālik significa ancora « feudatario », ecc. Questa dama par che sia andata con gli ambasciatori bizantini a riscattar qualche parente, preso dai corsari di 'Al Mahdīah.