Textus Originalis

l) In lode di Yahyà 'ibn Tamīm 'ibn 'al Mu^izz. Metro basīt e rima mutarākib (1). « Che hanno gli spioni che aguzzan gli occhi sopra costei? Fanno forse [come chi guarda] la luce [delle stelle] che viaggiano nelle tenebre della notte? ecc. » § 15. a) In lode di ('Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn Yahyà, figliuolo del precedente) quando gli fu commesso (regnando ancora il padre) il governo di Sfax, l'anno cinquecento otto (7 giugno 1114 - 26 maggio 1115) (2). « O tu che tratti le bianche (3), le bianche spade e l'aste (4), scherzan teco le cittadine da' grandi occhi di gazzella ecc. (5) ». b) A lode dell'emir 'Abū 'al Hasan 'Alī 'ibn Yahyà. Ricorda com'egli fece ritornare i cittadini

Note a pie di pagina

1 (1) F, fog. 112 recto; P, in margine dei fogli 63 recto e verso, e 64 recto. Testo, App., 42, lin. 13. Son quarantacinque versi.

2 (2) F, fog. 73 recto. Testo, App., 36, lin. 3. L'intitolazione del testo è « in lode del medesimo », perchè precedono altri componimenti indirizzati ad ^Alī dopo la sua esaltazione al trono. Avendo voluto riordinare cronologicamente, per quanto si può, i brani dei quali ho composti i paragrafi, ho messo questo brano in primo luogo e v'ho aggiunto il nome del principe.

3 (3) Il testo ha tre volte di seguito il vocabolo bīd, plurale di b a y d ā , che vuol dir « bianca » e « spada ».

4 (4) 'A s i « giunco » e in generale « verga sottile », e per similitudine « lancia » e « freccia ». 'Ibn Hamdīs qui allude alla sveltezza del corpo, che i poeti arabi soglion lodare con l'immagine obbligata del bān.

5 (5) Il testo ha « H ū r d'occhi e di schiatta ». Il primo vocabolo, ormai introdotto nelle lingue europee sotto la forma di hurì, non