Textus Originalis

di Sfax alle loro case e rendette i padri a' figliuoli (1). « Sfax ha avuto da te il decreto del perdono: tu hai restituiti i cittadini a lor case, ecc. ». c) In lode dell'emiro 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn Yahyà, (qasīdah) recitata a questo principe in Sfax (2). « S'offerse al mio sguardo, nel branco delle divine Hūrī, una gazzella, che sorridendo scopriva due strisce di corallo, ecc. ». d) In lode del medesimo. [Il poeta] inviò [questa qasīdah] da 'Al Mahdīah a Sfax, mentre il principe si era messo in viaggio alla volta della capitale [per trovarvi] il suo genitore 'Abū 'at Tāhir (Yahyà), ed egli [il poeta], che Iddio abbia misericordia di lui, [partiva al tempo stesso] per ritornare in Sfax (3). « Il pensiero ha raffigurata alle pupille (4) la tua immagine: e sì che ho l'occhio pieno d'amore, ma la mano è vuota, ecc. ». e) [Qasīdah] scritta l'anno cinquecento nove

Note a pie di pagina

1 ha bisogno di altra spiegazione, se non ch'esso è plurale di hawrā, che in origine significa donna da' grandi occhi, ne' quali il nero dell'iride spicca sul bianco, precisamente come in que' dell'antelope. Ma non basta: vuol dir anche donna della città, al paragon di quelle di campagna, donna bianca, gentile, pulita, ecc.

2 (1) F, fog. 98 verso. Testo, App., 41, lin. 6. Non veggo qui alcun indizio cronologico.

3 (2) F, fog. 99 verso. Testo, App., 41, lin. 9.

4 (3) V, fog. 54 recto. Testo, App., 21, lin. 13.

5 (4) Il testo ha « palpebre », che in verità i poeti arabi usano troppo spesso per significare gli occhi. Ed io metto in vece pupille, come faceano i nostri poeti di qualche secolo addietro.