Textus Originalis
5. (42) « Vider essi le navi da guerra lanciar quella nafta (1) che, accendendosi, spegne le anime [degli uomini] ». 6. (43) Sembra che il Muhl (2) s'avacci ad uscir dal bucciuolo [pieno] di essa [nafta] (3), per arrostire i corpi [di costoro] ». 7. (44) « Quando un [bucciuolo] (4) squarcia la gola al barbaro, s'innalza dal costui iugulo (5) un muggito ». 8. (45) « Par che [s'aprano nelle navi tanti] crateri (6) di vulcano che danno immagine de' terrori del fuoco eterno ». 9. (46) « [Arnesi di] rame ond'esce una lingua (7) di fiamma che [mena] alla perdizione le anime dei Barbari ».
Note a pie di pagina
1 (1) Il codice ha, oltre la preposizione bi, il vocabolo qayz « ardore ». Mutati i punti, senza alterare il corpo delle lettere, leggo naft.
2 (2) Si vegga il significato nel nostro 1° volume, pag. 188, nota 4. Par che il poeta paragoni il fuoco da guerra al m u h 1 per cagion del puzzo.
3 (3) ^Unbūb precisamente « bucciuolo » di canna nostrale o canna d'India, « rocchio , la parte ch'è tra' due nodi », e si dice anco di una cannella d'acqua e d'una canna d'arme da fuoco. Qui è nome collettivo, come si scorge dal verso seguente.
4 (4) Letteralmente; « quando qualcosa di esso », che si riferisce ad ' u n b ū b. Dunque significa un di cotesti bucciuoli. Un razzo!
5 (5) La fontanella della gola, sopra lo sterno.
6 (6) Letteralmente: « spiragli ».
7 (7) Letteralmente: « Dal qual rame esce forbita una fiamma ». Il verbo che rendo così è al passivo e significa essere forbito, come la penna col temperino, l'asse con la pialla, ecc.; sempre con l'idea di allungare, appuntare. Dunque si appunta una fiamma: ossia esce una lingua, ecc. Vede bene il lettore che traduco sì letteralmente cotesti versi, perchè forniscono de' particolari intorno i fuochi da guerra.