Textus Originalis

10. (47) « Non ha l'acqua virtù, né possanza d'estinguer [quel fuoco] quand'è acceso ». 11. (48) « Iddio ha rivolto contraessi il lor proprio coraggio: il sol guadagno che han fatto in questo negozio è la rovina ». 12. (49) « Temettero [d'andare incontro ai] lor Fati e fuggirono: la fuga, sì, fu quella che lor salvò la vita ». 13. (50) Spiegarono a' venti le vele di lor galee, per ursone ali, e volarono ». 14. (51) « Se la ghiaia loro, buttata a furia, alzò delle montagne, si sono sgretolate e li hanno sepolti (1) ». 15. (52) « Evviva! La tua destra mette ostacolo alle speranze (2), onde ormai le governa a sua posta! » 16. (53) « È tua la nave (3) che solca or l'onde felicemente: così anche volgeranno a favor tuo le sfere [del cielo] ». 17. (54) « Soffian propizii alla [tua nave] i venti domati e calmansi i mari com'essa s'avanza », 18. (55) « E le spezie ond'è onusta tramandano una fragranza che a te reca gloria e vanto ».

Note a pie di pagina

1 (1) Letteralmente: « sgretolamento di esse, esizio di essi ». ^Ibn Hamdīs, per gittare un po' di pepe nella prosa rimata di questi versi, ha messo qui un bisticcetto: il vocabolo hasā, che significa « ghiaia » e « numero ».

2 (2) Le speranze, s'intenda, del guadagno che volea fare Rāfi^ 'ibn Makan, signore di Cabes, con una nave mercantile mandata per conto proprio, sotto la protezione di Ruggiero re di Sicilia. V. Ibn 'al 'Atīr, nel nostro Cap. XXXV, pag. 454 segg. del vol. 1° ed 'At Tigānī, 'An Nuwayrī, 'Ibn ^aldūn, Cap. XLV, XLVIII e L, in questo vol. II, pag. 52 segg., 66 segg., 154, 208.

3 (3) Bisticcio su' vocaboli fulak e falak, « nave » e « sfera celeste ».