Textus Originalis

« Salirà forse la soglia degli amici che dormono; di quo' che furono uccisi col rinnovare il collirio (1) ». m) In lode del medesimo. Metro 'al habab (l'ambio), il quale manca nel trattato di Halīl; ma altri ne fa menzione (2). « Ti ha chiappato un'antelope che non si fa chiappare; poiché i suoi sguardi son reti [da prender anco] i leoni ecc. ». n) Loda il medesimo e gli fa [i soliti] auguri per la festa di 'Al Fitr. Metro hafīf e rima mutawātir (3). « Gioisci [o donna] della calma e serenità ch'io serbo dopo aver data la caccia alla antelope e tolta la briglia [al mio cavallo] (4).

Note a pie di pagina

1 il prof. Fleischer ha corretto il nome del metro, leggendo w ā f i r in luogo di ramai.

2 (1) Se la lezione di alcuni vocaboli non è guasta, questo verso contiene un indovinello che non so spiegar bene e che duolmi non potere studiar nel resto della qasīdah, non avendo più sotto gli occhi la copia del codice vaticano. Ho tradotto « collirio » la voce s a d ū d o sadūd. Il collyrium, medicamento esterno per li occhi, è anche nome d'un cosmetico, usato dalle donne arabe per tingere in nero le palpebre ed abbellire gli occhi. E la moda lo ha portato anche in Europa. Or chi sa? Gli « amici dormienti » potrebbero essere i pensieri savii, assopiti dapprima e poi uccisi addirittura dagli sguardi che sfolgoravano più forte dopo una mano di collirio fresco!

3 (2) F, fog. 35 recto. Testo nell'App., 18, lin. 12. Halīl, o come è stato trascritto Khalil, celebre grammatico del 2° secolo dell'egira, passa per primo autore di un trattato di versificazione arabica.

4 (3) V, fog. 50 recto e verso. Testo, App., 20, lin. 1.

5 (4) Quest'ultima espressione significa ancora ciò che noi diciamo « rompere ogni freno a' vizii ».