Textus Originalis
« E le armate che [affrontando] i flutti, recano lo sterminio nelle terre de' Rūm ». o) Loda il medesimo e gli fa i [soliti] augurii per la festa di 'Al Fitr. Metro kāmil e rima mutadārik (1). « Dimmi se l'amante perduto che lascia correr giù le lagrime in silenzio, ripone il segreto del suo cuore in [buon] nascondiglio? (2) » p) In lode del medesimo. [Il poeta] descrive qui una fornacella da profumi. Metro tawīl e rima mutadārik (3). 1. « Tre cerchi ascosi all'occhio [tuo] girano nella pancia d'un globo, quando tu lo rotoli (4) ». 2. « Ogni cerchio si muove in orbita sua propria; alla quale risponde in contrario l'asse d'un'altra (5) ».
Note a pie di pagina
1 (1) F, fog. 51 verso. Testo, App., 20, lin. 5.
2 (2) H i h g a r , che traduco « buon nascondiglio », significa propriamente « parco chiuso », ed anche le occhiaie che compariscono in un volto velato col n i q ā b.
3 (3) V, fog. 55 recto. Testo nell'App., 21, linea antipenultima.
4 (4) Di questo sol verso pubblicai il testo nell'Appena. Quello dei seguenti l'ho dato poi in un breve catalogo di arnesi orientali con iscrizioni arabiche, inserito nel Bollettino Italiano degli studi orientali, anno I, N. 7-8, pag. 129, 130 (Firenze, 1876), con una traduzione, della quale correggo ora qualche parola.
5 (5) Valgano questi versi ad illustrazione de' globetti di ferro a niellatura orientale, non infrequenti ne' musei del medio evo. Io ne ho visti alla Biblioteca del Re in Torino, al Museo del Bargello in Firenze, ed al Museo Kirkeriano in Roma. La grandezza suol esser poco maggiore d'una grossa melarancia. Il globo è formato di due emisferi combacianti a cerniera e fermati con tacche nell'una metà del globo e chiodini nell'altra. Dentro un degli emisferi son