Textus Originalis
3. « Il cerchio igneo ha uno scodellino nel quale tu vedi il fuoco che brucia i profumi », 4. « Correndo dietro un coperchio, su tappeti di seta o d'altra [roba] senza intaccarli », 5. « Esso manda un fumo che s'innalza da spiragli, con [grate] esalazioni di sandal e d'ambra ». 6. « Mai non vidi fuoco che desse la propria malvagità (1) in pasto al nadd: ed ecco che ha sua sfera in terra, nel grembo d'una profumiera! » 7. « Assottiglia con la sua fiamma le sostanze crasse (2); onde vengon su in vapore dilicato, odorifero ». 8. « Or questa sera io sento una fragranza che somiglia alla lode di lui e ne ripete gli elogi a volta a volta ecc. ». q) In lode del medesimo, con gli augurii per l'anno nuovo. Metro hafīf (3).
Note a pie di pagina
1 due cerchietti impaniati in croce tra loro e con un bacinetto, nel quale si metteva il fuoco e il profumo, e restava sempre in posizione orizzontale come che girasse la palla. È lo stesso sistema di sospensione che si usa nelle navi per le lampadi, pel barometro, ecc. Nessuno farà la maraviglie dello scherzo sul vocabolo sfera, che or è quella di rame, or una delle celesti.
2 (1) Letteralmente: « nocumento », e significa di certo la potenza di offendere. Mi pare che il traslato « malvagità » renda l'idea. N a d d è l'ambra, e chiaman anche così una composizione d'ambra, muschio e legno d'aloe.
3 (2) Corrigendo la lezione del codice kitāfan, e quella che io già proposi kināfan, leggo adesso kitāfan, che conviene al caso e muta solo un punto diacritico.
4 (3) F, fog. 55 recto. Testo, App., 21, ultima linea; 22, 1a linea.