Textus Originalis
14. « Si chiamarono l'un l'altro in lor contrade, come fanno i pulcini del qatā (1): e lor [arrivò] d'ogni luogo lontano un drappello ». 15. « Quando l'oste fu fornita, cavalcarono sull'onde gonfie, sormontate da fosche [nubi] (2) ». 16. « Agli eserciti di Dio fu commesso di combatterli co' venti: creatura non regge a tal pugna! » 17. « Quando furono sparpagliati, oh quante schiere affogarono nell'onda tempestosa; quante caddero prigioni! » 18. « Comparvero i mostri del mare e ne fecero preda: de' corpi loro nessuno ebbe tomba, nessun membro fu composto nella fossa ». 19. « Che se un pugno di costoro, pe' quali non v'ha salute, pur salvossi dal taglio de' brandi, ei perì per naufragio ». 20. « Vennero tanti navigli da parer [nugoli di] locuste, che oscuravano [il cielo], né il mare li capiva quant'esso è vasto ». 21. « Stivarono nelle navi tanti cavalli: e poi nell'agone della guerra [i nobili animali] non servirono a dar la carica; neppur a fuggire! (3) ».
Note a pie di pagina
1 esprime le idee di « vuoto » e di « giallo ». I Romani bizantini eran chiamati dagli Arabi, Banū 'al 'Asfar « I Figli del giallo », dal color biondo de' capelli, o dall'oro che possedeano. La voce s i f r, onde appo noi cifra e zero, vien dalla stessa radice.
2 (1) Ardea Stellaris. Questa pernice del deserto, che suol andare in brigate, serve spesso di paragone nelle poesie degli Arabi. È stata già citata nel nostro Cap. XX, vol. 1°, pag. 257.
3 (2) Letteralmente: « del color della polvere ».
4 (3) Nella precipitosa ritirata dall'isolotto di 'Ahāsī, l'esercito siciliano parte scannò e parte abbandonò i cavalli. V. St. de' Mus., III, 385.