Textus Originalis

22. « [E pur alcuni] cavalieri aveano inforcati gli arcioni, ma li fé' smontare l'avvilimento e il terrore ». 23. « [Che be'] pezzi di cavalli, [o emiro], ti han costoro portati in dono e non ne hanno avuto guiderdone dall'Altezza tua: né pure un ringraziamento! » 24. « [O lettore!] domanda di costoro al [castello di] Dimās; e sentirai il caso, che fatti in pezzi giacciono ne' sentieri del promontorio (1). 25. « Non ebber altra preda che di speranze fallaci; ed [entrati] nel castello non arrivarono a conseguirle ». 26. « Lo comperarono [sì il castello], ma vendettero (2) assai maggior valsente di vite: or dimmi se fecero guadagno o perdita! » 27. « Agognarono in loro stoltezza a fargli spuntare [a quel fortalizio] un paio d'ali da risplender al Sole come un'aquila (3) », 28. « Con la quale intendeano dar la caccia a' nostri paesi e farne preda: ma aggiornò, ed ecco stroncate le malaugurate insegne! » 29. « Gustarono le strette d'un assedio che abbassò quell'orgoglio: sì com'egli avvien che affanni al respiro il petto d'uom che si muore ». 30. « L'immenso esercito tuo, come [catena di] montagne [irte] di lance, trascinò i fati addosso a costoro; [li sterminò] con la strage ».

Note a pie di pagina

1 (1) Il testo dice: « dell'isola di esso [Dimās] ». Si deve intendere la penisola, ossia il Capo.

2 (2) Dicon le croniche musulmane che quel castello fu occupato per tradimento di alcuni Arabi, corrotti con danaro.

3 (3) Potrebbe darsi che alludesse all'aquila che fu un degli stemmi de' Normanni di Sicilia.