Textus Originalis
46. « Che! Forse i nostri eserciti non fecero cattive lor [belle] giovani dal seno ricolmo; [forse] le matrone ch'essi menavano prigioni non eran seguite dalle verginelle? ». 47. « [Vedi] Pantelleria, dove le teste degli avi loro [caddero in tal copia che] fin oggi l'arena è mista di schegge [de' cranii] ». 48. « E se con le narici interrogan essi il vento [di quella parte], il puzzo lor dirà quante membra insepolte [v'imputridiscono] ». 49. « Ma [i Musulmani] non trucidarono gli abitatori, no, per crudeltà d'animo; ma perchè si vedean pochi e circondati da' molti (1) ».
Note a pie di pagina
1 guaste in tutto il verso; le correzioni ch'io proposi; e quelle fissate col Fleischer, dopo scambievoli osservazioni. Il nome di Sicilia, che non è alterato, ci ha condotti a ristorar quello di Reggio. Io non seguo del tutto la interpretazione del Fleischer, scrittami il 10 aprile 1875 nel tenor che segue: « Et la prise de Reggio a realisé « l'espérance; sa contrée (l'Italie) étant ébranlée et par conséquent une « autre contrée, celle de la Sicile, affaiblie ». E veramente il Fleischer risguarda m a h i d in principio del secondo emistichio come aggettivo passivo di hāda; ma a me sembra di mahada e che faccia antitesi all'aggettivo wāhin (da wahasw-h-y) applicato alla Sicilia. Monta poco che quel vocabolo non si trovi nei dizionarii con l'uno né con l'altro significato; ma pur il Bistanī ha m a h i d « argilla pura », così detto al certo per la morbidezza. Nell'inciso che risguarda la Sicilia, accettando l'ingegnosa lezione del Fleischer, la traduco un po' diverso, e, credo io, più fedelmente. Il poeta allude al conquisto de' Normanni, i quali in Calabria, provincia cristiana, trovarono il terreno bello e preparato; e in Sicilia, provincia musulmana, il corpo politico che cascava in pezzi dassè.
2 (1) Le memorie che abbiam finora alle mani ci portano a supporre questo eccidio verso il 700 dell'era volgare, quando i conquistatori arabi dell'Affrica propria, respirando un momento dalle guerre della term-