Textus Originalis

3. (30) « Trapiantai la mia vita nel [terreno delle] avventure: ahi che i frutti sepper amaro! Non trovai che cameli e deserti ». 4. (31) « Feci stanza lontano, oh lontano; ebbi per compagnia le belve de' deserti; per suppellettile de' basti da camelo »; 5. (32) « Senza l'asilo che m'ha dato 'Al Hasan il Perfetto e senza la sua generosità, non avrei trovato soggiorno [nella Terra, quant'è larga] dall'Orto all'Occaso! ». 6. (33) « Egli è quel desso le cui dita spargon la rugiada; quel desso cui si rivolgono i valentuomini decaduti; » 7. (34) « Quel desso che ha snudate le spade d'un popolo (1), il taglio delle quali estermina i Politeisti »; 8. (35) « Quel desso il cui esercito innumerevole ha vibrate contraessi le lance [con la furia] dello 'aswad (2) quand'e' si avventa ». 9. (36) « I brandi del suo monoteismo hanno soggiogata la trinità di costoro, come decretava il [Dio] Unico, il Vincitore ». 10. (37) « Tu spada di Dio [levata] sopra i Barbari; tu accetto al tuo Signore ed al suo eletto, il Profeta (3) ».

Note a pie di pagina

1 (1) Traduco così il vocabolo che suona « solennemente, pubblicamente ».

2 (2) « Il nero », così detto per l'intensità del colare. Gli aggiungono l'epiteto di sālih « spogliantesi », perchè muta spoglia sovente. È definito il pessimo tra' serpenti per la mole del corpo, la ferocia e la mortale potenza del veleno.

3 (3) Continua lodando il valore dei sudditi di 'Al Hasan e delle