Textus Originalis

cinque anni, età delle brutte giornate (1), dettò questi altri versi: « Sono compiuti i miei cinquanta e cinque [di più]: eccomi addosso una malattia che porta [di molte] recidive ». g) Altri versi (2). « La sorte mi ha dato in preda alle sciagure; le vicende della vita m'han fatto altr'uomo ». « Opulento fui, non impotente; e son fatto impotente, non opulento ». « Rassomiglio all'aquila quando invecchia, ond'è forza che gli aquilotti la pascano in suo nido ». (Dice l'antologista). Avendo io interrogato 'Abū Muhammad ^Abd 'al Gabbār ('ibn Hamdīs) circa la similitudine dell'aquila, mi rispose in questo tenore: « Alcuni dotti che studiano i segreti degli animali raccontano che l'aquila è il solo [genere di] volatili, nel quale [i genitori] siano nutriti da' figliuoli quando, non potendo più volare, divengono incapaci a buscarsi l'alimento ». h) Dettò anche [i versi seguenti] a proposito del suo bastone (3): « Io tengo un bastone e non lo trascino nella via

Note a pie di pagina

1 (1) « Anno 'ad dukūr ». Questo vocabolo è plurale di dakar che, tra le altre cose, quando si riferisce ad una giornata, significa spiacente, aspra, calamitosa. Un proverbio siciliano dice che « dopo la cinquantina si ha un male ogni mattina ». E il verso d' 'Ibn Hamdīs replica, sotto altra forma, la medesima riflessione.

2 (2) P, fog. 62 recto in margine. Testo, Bibl., pag. 572, lin. 15.

3 (3) P, fog. 60 verso in margine. Testo, Bibl., 573, lin. 3.