Textus Originalis
della vergogna; su quello io reggo i miei passi per iscansarla ». « Si può dir che con esso io cammino lesto negli ottant'anni; non già che batto gli alberi per [pascer] la greggia (1) ». « Io sembro un arco; il bastone è la corda: con quella io tiro alla canizie ed alla caducità ». i) Elegia per una sua figliuoletta. Metro tawīl e rima mutawātir (2). « Eri tu [pur] segno agli strali della sorte, che ti nudria d'amara coloquinta: ma tu dicevi che ti sapea dolce! ». « Ottantanni son vissuto e tutti li ho visti demolire ciò ch'edificavano ed abbassare chi levavan su ». § 18. a) Elegia in morte del qāyd ^Abd 'al Ganī, figliuolo del qāyd ^Abd 'al ^Azīz, il Siciliano (3). « O che la morte ha cancellate le vestigie d'una serpe; ovvero col suo dardo ha passato il cuor d'una belva? »
Note a pie di pagina
1 (1) In questo verso il poeta mette un solo verbo che ha ambo i significati « far presto » e « batter l'albero », s'intenda per far cascar le fronde e darle in pascolo alla greggia. Quest'ultima frase è tolta dal Corano, Sura, XX, verso 19.
2 (2) F, fog. 66 recto. Testo, App., 35, lin. 13.
3 (3) F, fog. 116 verso. Testo, App., 46, lin. 3. Questa elegia di sessantadue versi ha lezioni molto dubbie nell'unico codice che la contiene. Ho scelti, oltre il primo, i pochi altri versi nei quali si allude a circostanze di fatto, anch'esse indeterminate. E in questi pochi non mancano le lezioni dubbie.