Textus Originalis
§ 19. Elegia per ^Alī 'ibn 'Ahmad, il Siciliano, detto 'As Šarīf 'al Fihrī (Coreiscita). Metro tawīl (1). « È questa la luna piena avvolta nel cataclisma e chiusa in una tomba (2); ovvero il monte buttato giù e calato nell'umida fossa? » § 20. a) In su la fine della sua vita e [propriamente] l'anno in cui morì, che fu il cinquecenventisette (12 nov. 1132-31 ott. 1133), 'Ibn Hamdīs compose una elegia pel qāyd 'Abū 'al Hasan ^Alī 'ibn Hamdūn, della tribù [berbera] di Sinhāgah, raīs (3) dei Banū ^Abbād; lodando insieme gli eccelsi signori, il qāyd 'Abū Muhammad Maymūn, il qāyd
Note a pie di pagina
1 (1) F, fog. 36 verso. Testo, App., 18, lin. 13. Non occorre notare che il titolo di šarīf (sceriffo, cherif, sharif, ecc.) si dà ai discendenti del profeta, e che è titolo del primo magistrato della Mecca, ecc. Fihrī vuol dir discendente di Fihr, uno dei ceppi della tribù di Coreisc. Il poeta loda la pietà e liberalità del trapassato e ricorda come egli, chiamato alle faccende più gravi, desse a quelle ottimo indirizzo. Lo dice sceso nella tomba de' martiri. E veramente costui morì delle ferite riportate difendendo sè e il suo signore Yahyà 'ibn Tamīm, dagli assassini, finti astrologi, del cui attentato si è fatto cenno in questo medesimo Capitolo, § 14, lettera e, a pag. 371 del volume. (2) Si ricordi il Corano, XXI, 104: « Il dì che noi accartocceremo « il cielo come s'accartoccia un diploma »; e LXXXI, 1, 2: « Quando « il Sole sarà rinvoltato; quando le stelle piomberanno, ecc. ». (3) Significa generalmente « capo », ossia superiore, di uomini addetti ad un ufizio, e si dice particolarmente del capitano di una nave, del superiore di un ordine religioso, per esempio de' Sufiti, ecc. Nel dialetto siciliano si chiama raisi il padrone di una barca da pesca. Nel nostro testo è da dare il significato di vizir, o più generalmente, capo d'ufizio amministrativo, che fu già notato dal baron De Slane, nella versione inglese d' 'Ibn Hallikān, I, 562; II, 67, nota 4.