Textus Originalis

'Abū 'al Fadl e il giureconsulto 'Abū ^Abd 'Allah (1). « Qual morte rivelò mai sì bella costanza d'[uom che sparge il proprio] sangue e dice al valore: [qui] nel [mio] seno, rimanti? » ecc. (2). b) Elegia pel qāyd 'Ahmad, figliuolo del qāyd 'Ibrahīm, figliuolo di 'Abū Barīdah. Del metro hafīf con la rima mutawātir (3). « Torna ogni moto alla quiete; ogni condizione si muta col [volgere delle] notti (4). c) Elegia per ^Umar 'ad D.k.rmī ('ad Dakūmī?) il poeta (5). « O voi golfi di lagrime, non restate asciutti! Correte senza ghiacciare; traboccate! ».

Note a pie di pagina

1 (1) P, in margine del fog. 60 verso e 61 recto e verso. Testo, Bibl., 572, lin. 3. Son 43 versi. Segue immediatamente un'altra elegia di 37 versi col titolo « In morte del medesimo ». E veramente nel 5° verso vi è replicato il nome d' 'Ibn Hamdūn. (2) Il Fleischer, correggendo la lezione di P in fin del primo emistichio, dava al secondo il significato: « et il dit à la persévérance (constance): Demeure ferme dans l'interieur! » (3) F, fog. 75 recto. Testo Appendice, 36, lin. 7. (4) Si ricordi che i Musulmani contano ordinariamente a notti, incominciando dal tramonto, le 24 ore della giornata. (5) F, fog. 104 recto. Testo, Append., 42, lin. 6. Non trovo il nome patronimico, né il nome etnico di questo poeta. Se si correggesse Dakūmī, supponendo scambiato nel testo un r con un w, si potrebbe riferire al castello dei Banū Dakūmīn, nella riviera orientale del golfo di Cabes; del qual castello fa menzione Edrīsī, Déscription de l'Afrique et de l'Espagne per Dozy e De Goeje, versione pag. 153.