Textus Originalis
Lo šayh, il sommo imām (1), guida del popolo seguace degli imām; [l'uomo] esemplare delle due città sante; il nostro signore Qutb 'ad dīn (Polo della religione) 'Abū Muhammad ^Abd 'al Haqq 'ibn Sab^īn, che Iddio favorisca [i Musulmani] per mezzo di esso e faccia tornare in prò loro le [egregie] qualità del medesimo, ha date le seguenti soluzioni ai quesiti del re dei Rūm, l'imperatore
Note a pie di pagina
1 nella soscrizione del codice e in 'Al Maqqarī; il secondo nel frontispizio del codice. Ho tolti i nomi dell'autore dal Maqqarī (V. l'edizione di Leida, I, 594), il quale aggiugne, su la tradizione di un anonimo orientale, il seguente aneddoto, appartenente anch'esso alla storia letteraria del nostro paese. Il principe musulmano del quale si tratta nel racconto, sembra essere stato 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn Hūd, fattosi vassallo dei re di Castiglia nel 1243, per lo Stato di Murcia: il principe cristiano è Ferdinando III di Castiglia, e il papa, Innocenzo IV. Ecco la traduzione del citato passo di 'Al Maqqarī: « Avendo l'emiro 'Ibn Hūd fatto l'accordo col tiranno cristiano, ed avendo questi violati i patti, l'emiro non trovò altra via che di rivolgersi al massimo sacerdote, residente in Roma. Al quale egli inviò 'Abū Tālib 'ibn Sab^īn, fratello di 'Abū Muhammad ^Abd 'al Haqq 'ibn Sab^īn, ad esporre il caso in suo nome e chiedere riparazione. Or, arrivato l'oratore in Roma, dove musulmano non suol metter mai piede, e fattosi a compiere l'ambasciata, gli fu domandato [pria di tutto] dell'esser suo. Al che avendo egli risposto convenevolmente, un tal che si trovava vicino a quel [gran] sacerdote, gli disse in suo linguaggio barbaro [alcune parole] che significavano, come poi furono spiegate ad 'Abū Tālib: Sap« piate che in oggi non v'ha tra i Musulmani uom più dotto in di« vinità che il fratello di costui ». (1) « Preposto, capo ». Si dice del pontefice principe de' Musulmani, e genericamente di chi è preposto alla preghiera pubblica. Usano anche lo stesso vocabolo per designare chi tenga il sommo grado in una scienza, massime nel diritto.