Textus Originalis
E questi altri dello stesso componimento: 1. « [Ve'] i palagi trionfanti (1) [della reggia], dove la gioia smonta dal suo ronzino [per albergarvi]! » 2. « Ammira il soggiorno, al quale ha data Iddio perfetta bellezza »; 3. « Il teatro (2) che rifulge sopra tutte le opere d'architettura! (3) ». 4. « [Guarda] i giardini inviolati (4), ne' quali avvolgonsi tutte le umane delizie »; 5. « I lioni della fontana capricciosa (5), che buttan [dalla bocca] acque di paradiso! (6) ». 6. « La bella primavera ammanta i [regii] parchi (7) di pallii smaglianti »; 7. « Corona la fronte della [reggia] con gemme variopinte »;
Note a pie di pagina
1 (1) Mansūriah « dell'aiutato da Dio », si riferisce al precedente plurale irregolare « palagi » o « castelli », che è femminile in virtù della sua forma. Significa senza dubbio la reggia di Palermo. (2) Mal^ab, lo stesso vocabolo col quale Edrisi designa i teatri romani di Termini e di Taormina. Il poeta allude alla Sala verde, come già fu chiamato un luogo attiguo alla reggia di Palermo, sul quale si vegga la erudita dissertazione del barone Raffaele Starrabba, nelle Nuove Effemeridi Siciliane di scienze, lettere ed arti, Palermo 1870. (3) Letteralmente « gli edifizii geometrici ». (4) Il vocabolo che lessi 'al 'anf, e tradussi « rupe » nella St. dei Mus., III, 756, lin. 1, va corretto 'al 'unuf e però prende il significato che gli dò adesso. (5) Šādirwān « Fontana artifiziale con giochi d'acqua ». V. Dozy, Suppl. I, 715. (6) Letteralmente: della fonte Kawtar. Ognun sa che questa sgorga nel paradiso di Maometto. (7) Traduco qui necessariamente « parchi » il vocabolo che in ogni prosa vuol dir « terre, campi, poderi ».