Textus Originalis
8. « E profuma il soffio del venticello mattutino e del vespertino ». Questo componimento è lungo assai. Scrive 'Ibn Bašrūn: ^Abd 'ar Rahmān, nel mostrarmelo, mi chiese de' versi nello stesso metro (1) e rima; ond'io dettai i seguenti: 1. « Evviva la trionfante (2) [reggia], che splende d'incantevole bellezza », 2. « Col suo castello egregiamente edificato, dalle forme eleganti, dalle eccelse logge (3) »; 3. « Con le sue belve e le copiose acque e le sorgenti [degne] del paradiso! (4) ». 4. « Ecco i giardini, cui la vegetazione riveste di vaghissimi pallii », 5. « Ricoprendo il suolo olezzante con drappi di seta del Sindī! » 6. « [Senti] l'auretta che li [lambisce] e ti reca la fragranza dell'ambra »; 7. « [Vedi] gli alberi carichi delle frutta più squisite »; 8. « Ascolta gli augelli che a lor costume cianciano a gara dall'alba al tramonto! » 9. « Che qui Ruggiero intenda [sempre] alle grandi cose, egli re dei Cesari », 10. « Tra le dolcezze d'una vita che [il Ciel]
Note a pie di pagina
1 (1) Wizn, il cui significato qui non è dubbio e si scosta da quel che ha a pag. 580, lin. 4 del testo, qui sopra pag. 430, nota 5. (2) Mansūriah, come poc'anzi. Il poeta 'Ibn Bašrūn non solo rispondea per le rime, ma replicava anco molte parole. (3) Guraf, plurale di gurfah. (4) Letteralmente: « delle fonti » di Kawtar, come ne' versi precedenti.