Textus Originalis

tu aduni quanto uom può bramare: dolce vita e magnifico aspetto ». 2. « Diramansi le acque tue in nove ruscelli: oh come scorron [placidamente] spartite! ». 3. « Là dove si congiungono i due mari, là s'accalcano i piaceri: su le [sponde poi del gran] canale si drizzan le tende dell'ardente passione ». 4. « Che dirò del lago dalle due palme (1), e dell'ostello che n'è circondato? » 5. « L'acqua limpidissima d'ambo le polle rassembra liquide perle e stendesi che pare un pelago (2) ». 6. « Direbbesi che i rami degli arbusti si protendono per contemplare i pesciolini nell'acqua e sorridono »; 7. « [Mentre] nuota il grosso pesce nell'onda chiara e gli uccelli tra que' giardini modulano il canto ».

Note a pie di pagina

1 dice di mare e di gran fiume, e il diminutivo buhayr significa lago. I due qui par che siano il mare di Palermo e il laghetto formato dalle due sorgenti, dette la Fawwārah grande e la piccola; la prima delle quali ha mutato il nome in « Mare dolce », onde par che le si fosse contrapposto un tempo il Mare salato. Si vegga ciò che ho detto di coteste due sorgenti ne' Capitoli IV e X, pag. 23 e 155 del 1° volume di questa versione e nella St. de' Mus., III, 120, 756, 820 e 848, ed altrove nello stesso volume e nel II. Ancorché Romualdo Salernitano attribuisca la fondazione del castello e il cavamente del lago a re Ruggiero, i testi citati nella St. de' Mus. provano che quel luogo di delizia era già molto splendido sotto il dominio musulmano. Il re non potè far altro che ristorarlo e abbellirlo. (1) Questo era di certo il lago: vi s'avanzava in penisola il castello, del quale e de' bagni attigui rimangono ancora alcuni vestigi. Si confronti la St. de' Mus., III, 757, nota 1. (2) Seguo la lezione proposta dal Fleischer nelle Annot., p. 51.