Textus Originalis
8. « Le arance mature dell'isoletta (1) sembran fuoco che arda su verghe di smeraldo »; 9. « Ma il pallor del limone dà sembianza dell'amante che abbia perduta la notte a tapinarsi per l'assenza [della sua donna] ». 10. « Quella coppia di palme affigura due amanti che riparino in sicuro asilo per guardarsi dai nemici »; 11. « Oppure, [vedendosi tenuti] in sospetto, si mostrin lì ritti per ribattere le dicerie de' maligni ». 12. « O palme de' due mari di Palermo, che copiose e continue piogge vi dian vitale umore, né vi manchin giammai! » 13. « Godete vostra fortuna: appagate ogni desiderio, e che le avversità dorman sempre! ». 14. « Prosperate con l'aiuto di Dio: date asilo ai cuori teneri, e che nella fida ombra vostra nessun turbi l'amore ». 15. « Ciò [che ho scritto] l'ho visto con gli occhi miei, ed è certo: ma se sentissi [racconti di delizie] uguali a queste, mi parrebbero invenzioni assai sospette (2) ». 'Al Gāwn 'as Siqillī (il ribelle Siciliano), ossia 'Abū ^Alī Hasan 'ibn Wādd, soprannominato 'Al Gāwn (3). Ne' suoi versi ho trovati
Note a pie di pagina
1 (1) Ricordisi che in arabico non si distingue isola da penisola. (2) La versione del secondo emistichio, diversa molto da quella del baron De Slane, è fondata sulla lezione che io proposi nel testo, pag. 586, nota 5. A quel vocabolo dee seguire: f a b i. (3) Ne' dizionari non si trova quest'aggettivo, né il verbo alla prima forma, ma bensì alla quinta.