Textus Originalis
'Abū Hafs ^Umar 'ibn Hasan, Siciliano, il grammatico. Scrive [l'antologista] ch'ei fu [gran] dottore in lessicografia e in grammatica, e possedette, così nell'una come nell'altra, sane e sobrie dottrine. Caduto nelle mani de' Franchi di Sicilia, ebbe a patire ogni maniera di molestie. La sua poesia, intessuta con giuste proporzioni, corre facile ed omogenea. Mentr'egli era prigione di Ruggiero principe di Sicilia, scrisse una qasīdah in sua lode, che principiava così: « Provar volle [Ka^b 'ibn Zuhayr] a sollievo [degli affanni suoi], se gli venisse fatto di dar lo scambio a Su^ād (1) nell'orecchietta del suo cuore e nel segreto dell'animo (2) », « Sperando che, la prima cosa, venisse a visitarlo (in sogno) l'immagine del [nuovo amore]; ma il suo dolore toglieali la dolcezza del sonno ». « Per Dio! Se ci fosse stato re Ruggiero, que' che mostra agli amici quanto valga l'amor suo », « Non avria [Ka^b] schifato ogni conforto (3), il
Note a pie di pagina
1 dīn premette l'avvertenza che v'ha de' versi che farebbero risuscitare perfino i dannati (letteralmente: il colpevole che li ascolta). Seguono altri squarci di epistole in versi e in prosa. (1) Su^ād è famosa nella letteratura araba, in grazia della qasīdah di Ka^b ^ibn Zuhayr, che si addimanda da lei. Il poeta, nemico di Maometto, ottenne il suo perdono, quando gli si presentò; disdisse le poesie scritte contro di lui e si fece musulmano. Un comento di questa celebre poesia è stato pubblicato dal prof. Ignazio Guidi in Lipsia, 1871. (2) Letteralmente: « il nocciolo nero del suo cuore e de' suoi precordii ». (3) Letteralmente: « non avrebbe schifata la coppa della gioia » e forse va inteso « della ricchezza ». La « coppa » mi sembra re-